Torino: un esorcismo per “rendere eterosessuale” la figlia di 16 anni

Il prete si è rifiutato: “Non c’è il maligno dietro all’omosessualità”. Preoccupa il silenzio di medici e psicologi.

Roberto Grendene

Un esorcismo per rendere eterosessuale la figlia sedicenne innamorata di una ragazza. Il ricorso a tale sconsiderato intervento viene in mente ai genitori di una famiglia torinese benestante e istruita, forse la più eclatante di una serie di decisioni che di educativo avevano ben poco. Almeno per la pedagogia e per il ruolo delle figure genitoriali dell’anno 2022, visto che le indagini avevano portato all’allontanamento della minorenne dalla famiglia per alcuni mesi.

Ha fatto notizia la deposizione di un testimone, il prete chiamato a esaminare la richiesta di esorcismo: «Non c’è il maligno dietro all’omosessualità. Non si può fare un esorcismo per questo. Io posso solo parlarle per darle un conforto religioso». Negando l’invasivo rituale per scacciare i demoni ha fatto miglior figura dei genitori, ma le dichiarazioni meritano qualche approfondimento. Basti ricordare come il Catechismo sottolinea ancora oggi che le relazioni omosessuali sono «gravi depravazioni», «atti intrinsecamente disordinati» che «in nessun caso possono essere approvati». Su queste basi prospettare un conforto nei confronti (ai danni) di una ragazza lesbica dovrebbe preoccupare. E dovrebbe farlo anche leggere che la porta degli esorcismi rimane comunque aperta, se non «per questo» per tanti altri casi. I primi a preoccuparsi e ad agire dovrebbero essere gli ordini dei medici e degli psicologi. Che invece rimangono in assordante silenzio.

Quattro anni fa un giornalista chiese a Bergoglio cosa dovrebbero fare i genitori che scoprono di avere un figlio gay. La risposta fu che se «questa inquietudine» si manifesta in età infantile o comunque prima dei vent’anni «ci sono tante cose da fare con la psichiatria o per vedere come stanno le cose». Quella volta la Società italiana di psichiatria ebbe un sussulto e precisò, senza neanche nominare il papa, che l’omosessualità non può considerarsi una patologia. È plausibile però ritenere che l’invito papale a darsi da fare possa aver avuto effetto su tanti genitori come quelli di Torino che hanno scoperto che la figlia è lesbica. Ed è plausibile ritenere che l’effetto sia stato negativo, portando a limitazioni della libertà dei figli di essere se stessi, fino ad azioni estreme come sottoporli a un esorcismo per «vedere come stanno le cose». Quando invece il compito dei genitori è impegnarsi a rispettare ciò che i figli sono, chiedendo aiuto a figure competenti se hanno difficoltà nel farlo. Nel caso di Torino l’aiuto è arrivato dai servizi sociali, che da un lato hanno tutelato e supportato la minorenne maltrattata e dall’altro hanno fatto comprendere ai genitori gli errori commessi.

Con la secolarizzazione che avanza di anno in anno risulta difficile credere che gli esorcismi siano ancora in voga. Eppure sembrano attirare maggiore interesse rispetto agli anni in cui a messa ci andavano ancora in tanti, probabilmente perché i fedeli rimasti sono mediamente più religiosi. Organizzatori di corsi per esorcisti in atenei pontifici dichiarano record di iscrizioni e nei santuari come quello di Monte Berico si parla di centinaia di richieste di rituali l’anno. Proprio in tale santuario lo scorso dicembre andò in scena una surreale vicenda. Una giovane di 28 anni fu sottoposta per otto ore a esorcismo con la partecipazione di quattro frati. Padre e fratello ritenevano avesse problemi psichiatrici, la madre sosteneva che fosse indemoniata e fu il priore del santuario a dare il verdetto: nessun problema psichiatrico, era una vera possessione.

L’autorità in campo psichiatrico riconosciuta a un esorcista va di pari passo con l’autorità pedagogica riconosciuta a chi, secondo le recenti linee guida del Vaticano per le scuole cattoliche, considera meritevole di licenziamento un insegnante per il suo orientamento sessuale. Nel terzo millennio non dovrebbero trovare appoggio né tantomeno finanziamenti pubblici. Sono deficit di laicità che andrebbero risolti, si avrebbero meno casi di giovani la cui vita è resa un inferno da genitori che li non accettano per quello che sono e che pensano di risolvere un problema che è solo nella loro testa con un rituale magico.



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